Lectio Divina

La lettura orante della Bibbia o Lectio Divina è un nutrimento indispensabile per la nostra vita spirituale. Con questa preghiera prendiamo coscienza del piano di Dio e della Sua Volontà e giungiamo a produrre frutti spirituali. Meditare con la Lectio Divina significa lasciarsi avvolgere dal progetto divino di amore e liberazione. S.Teresa del Bambino Gesù nel periodo di aridità diceva che quando i libri spirituali non le parlavano più, cercava nel Vangelo il nutrimento per la sua anima. La Lectio Divina è nata col popolo ebraico: quando il popolo scriveva la Parola subito si immergeva in essa, infatti esso viveva della legge, delle Parole che Dio aveva dato a Mosé sul Monte Sinai.

Dt 6, 4­9: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte”.

Questa parola è il primo comando che Dio dà al suo popolo: Ascolta: Šema’, che in ebraico significa custodire, proteggere, serbare nel cuore. In questo “ascolta” Dio implora il suo popolo affinché custodisca, protegga e serbi la parola nel suo cuore e non nella sua testa, nella mente. Infatti per il popolo ebraico il centro dell’uomo è il cuore, centro della coscienza, del corpo, del spirito, dell’emozione. Custodire la Parola nel cuore significa trasformarla in vita, questo è il desiderio di Dio. Egli ci chiede che la Parola sia sempre presente nella nostra vita, dobbiamo sempre custodirla nel cuore sia quando dormiamo, sia quando vegliamo.

 È per questo che diciamo che la Lectio Divina non è stata inventata da nessun uomo, ma esiste da sempre; è tuttavia stata strutturata nel 1150 da un monaco che, lavorando nell’orto immaginò una scala che univa la terra al cielo portando le nostre preghiere a Dio, e il cielo alla terra donando le grazie di Dio agli uomini. Per tale motivo i monaci dicono che la Lectio Divina è la scala spirituale di ogni monaco, ma lo è anche di ogni cristiano. Per tradizione la Lectio Divina è una preghiera individuale, tuttavia è possibile farla in gruppo. L’importante è pregare con la Parola ricordando quanto dicono i vescovi cattolici nel Concilio Vaticano II, e richiamando l’antica tradizione cattolica, ovvero che conoscere la Sacra Scrittura vuol dire conoscere Cristo stesso.

Quali sono i passaggi della Lectio Divina?

1) Preghiera iniziale:

Prima di aprire la Bibbia devo prendere coscienza che da solo non posso pregare e che ho bisogno di chiedere aiuto allo Spirito Santo, senza il quale la lettera è morta e la Parola non dà vita. Dunque il primo passaggio della Lectio Divina è l’invocazione allo Spirito Santo che ci mostra e ci dona il desiderio di compiere la volontà di Dio. Prega, per esempio, la seguente preghiera: Vieni Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore. Manda il Tuo Spirito e sarà una nuova creazione e rinnoverai la faccia della terra. O Dio che istruisti il cuore dei tuoi fedeli con la luce dello Spirito Santo, fa che apprezziamo rettamente tutte le cose e godiamo sempre della tua consolazione. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

La Parola di Dio è per tutti, in modo speciale per i piccoli: Lc 10, 21­22: “In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto”. Tutti siamo piccoli di fronte alla Parola, poiché la Parola contiene Dio e nessuno conosce Dio completamente. Se mi metto dinanzi alla Parola come un piccolo, lo Spirito Santo viene in mio aiuto e accade l’epiclesi (invocazione dello Spirito Santo che realizza ciò che è detto). L’invocazione allo Spirito Santo deve essere fatta in ogni momento anche quando sto pregando.

2) Lettura della Parola di Dio:

Leggi con calma ed attenzione un breve brano della Bibbia (consigliamo per le prime volte di utilizzare i testi del Vangelo che sono più familiari a tutti). La lettura è il passaggio più delicato perché la mente può distrarsi e quindi, se fosse necessario, rileggi tutte le volte di cui hai bisogno.

Devo rispondere a queste domande: che cosa dice la Parola? Cosa l’autore o la Parola vuol dire in quel momento?

Non devo ancora applicare la Parola nella mia vita, devo solo capire l’autore. Se non faccio questo sforzo non riesco ad ascoltare ciò che la Parola vuole dirmi. Devo cercare di penetrare la Parola, ma per lasciarla entrare nel mio cuore devo svuotarmi; non posso passare subito all’applicazione. Mi può essere di aiuto nella comprensione il leggere un po’ a monte e a valle del brano scelto, così da inserirlo nel contesto. Dopo averlo letto attentamente posso chiudere gli occhi e ripetere mentalmente le parole della Bibbia, ovvero ruminare la Parola, farla entrare nella mia mente e masticarne ogni parola, analizzandone così il significato alla lettera.

Cerca di individuare i punti salienti di questo brano: l’ambiente, i personaggi, i dialoghi, le immagini usate, le azioni. Conosci qualche altro brano simile a questo? È importante che tu rifletta su questo con calma e attenzione come se stessi assistendo alla scena. È un momento per conoscere e riconoscere la Buona Notizia che tale brano ci dà! È importante conoscere chi sono le persone, i problemi che si verificano, il contesto sociale, geografico, storico e teologico, capire chi fosse Dio per quel popolo e quale fosse il suo rapporto con Dio. È di aiuto nella lettura l’uso delle note a pié pagina come pure delle referenze ai margini.

3) Meditare/ mettere in pratica la Parola di Dio:

Devo rispondere alla domanda: cosa mi dice la Parola? È il momento di scoprire i valori e i messaggi spirituali della Parola di Dio: è ora di assaporare la Parola di Dio e non solo di studiarla. Tu, dinanzi a Dio, devi confrontare questo brano con la tua vita. Chiudi gli occhi, questo ti aiuta. È necessario concentrarsi! Devi fare concreta la Parola, incarnarla nella tua vita e metterla in pratica. La Parola deve toccarti e generare la conversione nella tua vita. Come nella parabola del seminatore (Lc 8,4) devo lasciare entrare la Parola nel mio cuore e far sì che germogli e fruttifichi.

4) Pregare la Parola di Dio: 

Devo rispondere alla domanda: cosa io dico a Dio? Ogni meditazione fatta bene sfocia naturalmente nella preghiera. È il momento di rispondere a Dio dopo averlo ascoltato. Si tratta di un momento molto intimo che riguarda solo la persona e Dio. È un dialogo personale! Non preoccuparti di preparare le parole, dì ciò che hai nel cuore dopo la meditazione: se fosse la lode, loda; se fosse l’invocazione, invoca; se fosse la richiesta di perdono, chiedi perdono; se fosse il bisogno di luce, chiedi l’illuminazione divina; se fosse stanchezza e aridità, chiedi il dono della fede e della speranza. I momenti precedenti vissuti con attenzione e convinzione, alla fine faranno scaturire questa preghiera da cui nasce l’impegno di stare con Dio e fare la Sua Volontà.

5) Contemplare la Parola:

Nella contemplazione io osservo la realtà con gli occhi di Dio, vedo tutti gli errori, le azioni che non ho compiuto e sento l’amore di Dio che non mi condanna più, ma mi accoglie. La vera contemplazione è guardare tutto con gli occhi di Dio, la mia giornata, la mia vita, la mia storia. In questo passaggio la persona non è più padrona di se stessa, è un momento che appartiene a Dio, la Sua presenza è sì misteriosa ma pur sempre presenza. È un momento in cui si rimane in silenzio dinanzi a Dio. Se Egli ti condurrà alla contemplazione, che Lui sia lodato. Se Egli ti darà solo la tranquillità di alcuni momenti di pace e silenzio, che Lui sia lodato! Se per te sarà uno sforzo restare alla presenza di Dio, che Lui sia lodato!

6) Conservare la Parola di Dio nella vita:

Porta la Parola di Dio e il frutto di questa preghiera nella vita. Leggi, medita e prega tutto il brano ma prendi solo una parola da vivere. Fai nascere i frutti della Parola di Dio seminata nel tuo cuore, frutti di pace, sorriso, decisione, carità, bontà, etc. Non preoccuparti se non hai fatto bene qualcosa, uno dei frutti della Parola di Dio è la coscienza dell’errore e la conversione grazie alla Sua Misericordia. L’importante è che il seme della Parola di Dio produca frutto, che sia il 30, il 60 o il 100 per uno, l’importante è che produca, e che il Popolo di Dio possa nutrirsi delle testimonianze di fede, speranza, amore secondo il modo di vivere di un cristianesimo sincero.

Neemia 8,1­12 ci mostra la prima Lectio Divina della Bibbia. Questo capitolo ci parla del ritorno del popolo ebraico da Babilonia, dopo che il re Nabucodonosor aveva distrutto il tempio di Israele e il popolo restò isolato, senza la Parola, la Torà; appena tornati dall’esilio, Esdra legge la Torà davanti a tutto il popolo. Per noi sarebbe la stessa emozione che proveremmo nell’assistere ad una messa dopo 70 anni!

Lettura – Ne 8,3 – Esdra legge il libro della Legge di Dio dall’aurora fino a mezzogiorno, indicandoci la lettura attenta, calma.

Meditazione – Ne 8,8 – Esdra legge, traduce e ne spiega il senso affinché tutti possano comprendere.

Preghiera/Contemplazione – Ne 8,9 – Il popolo piangeva per le parole della Legge. Le lacrime sono segno di una preghiera che sgorga dal cuore.

Conservare la Parola – Ne 8,12 – il popolo accoglie le parole di Dio e lascia che producano frutti, come la distribuzione del cibo e la gioia.

È importante conoscere la sequenza della Lectio Divina, tuttavia ciò non significa che devi seguirla rigorosamente, può succedere che proprio mentre sei nella lettura sgorghi dal cuore la preghiera. È bene però cercare di seguire questo ordine, è infatti un metodo che ti porta in maniera ordinata ad avere un dialogo con Dio, a mettere in pratica la Parola di Dio e a trasformarla in vita.

I padri del deserto ci insegnano a percorrere il cammino della Lectio Divina così da non cadere nell’estremismo spirituale o in quello letterario, infatti nel primo caso correrei il rischio di restare solo nella contemplazione, nelle nuvole e non nella realtà, nel secondo caso rischierei di restare solo nella lettura, nella comprensione e non entrare nella preghiera; in questo modo la Lectio Divina mi insegna a trovare una via di mezzo e a costruire un ponte tra la Parola e la mia vita di oggi.

La Chiesa mi chiede di costruire questo ponte tra la Parola e la mia vita:

Esegesi: Senso che l’autore ha voluto dare

Attualizzazione: rendere attuale la Parola nella mia vita

Attuazione: metterla in pratica

Dobbiamo fare attenzione al fondamentalismo guardando solo quel brano o quel pezzo, privando così del contesto la Parola; allo stesso modo dobbiamo fare attenzione al moralismo, usando la Parola solo per correggere, richiamando l’attenzione degli altri. Devi far sì che la tua vita diventi una Parola vivente. Termina con la preghiera del Padre Nostro, cosciente di voler vivere il messaggio del Regno di Dio e fare la Sua volontà.

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