Parola Febbraio 2019

GUAI A ME SE NON EVANGELIZZO. «Andate in tutto il mondo, annunziate il Vangelo ad ogni creatura». (Mc 16,15)Guai a me se non evangelizzo!” (1Cor 9,16), diceva Paolo, l’Apostolo delle genti. Il suo cuore infiammato non poteva contenersi. Egli doveva irradiare quella luce che lo rendeva cieco alle cose del mondo e che gli rivelò il Cristo vivente, Risorto, che trasformò la sua vita. Paolo non poteva tenere solo per sé l’amore che aveva ricevuto, poiché sapeva che evangelizzare era una questione di vita o di morte. Vita o morte eterna, perché la parola del Signore è chiara: “Chi crede e viene battezzato sarà salvo” (Mc 16,16). L’amore di Cristo lo ha spinto a credere che Gesù è morto per tutti, perché nessuno vivesse più per se stesso, ma per liberarci dalla prigione del nostro io, in cui sentiamo di morire (cfr 2 Cor 5,15).

Come testimone della misericordia di Dio che trasforma i peccatori in santi, gridò con la voce e con la vita consumata nel martirio per amore di Cristo: “Certa è quest’affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo dimostrasse in me, per primo, tutta la sua pazienza e io servissi di esempio a quanti in seguito avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna. (1 Tm 1,15-16). Oggi, come mai prima d’ora, il mondo ha bisogno di essere evangelizzato e il mandato missionario di Cristo risuona sempre più attuale. “L’umanità non troverà pace finché non tornerà con fiducia alla mia misericordia” (Diario di Santa Faustina, 300).

Questa è l’epoca più cruenta della storia umana. Le due guerre mondiali hanno ucciso un quarto della popolazione europea. L’ideologia comunista in Russia e in Cina è stata attuata al costo di 140 milioni di morti. L’aborto uccide ogni anno 55 milioni di vite innocenti, trasformando l’utero, il giardino della vita, in un bunker di morte, nello sterminio di bambini innocenti. Di fronte all’indifferenza del mondo, ogni giorno l’aborto miete più vite di quante ne ucciderebbero tre atomiche, come quella di Hiroshima. Madre Teresa ha detto che un mondo che uccide freddamente vittime innocenti nel massacro dell’aborto non può vivere in pace. Il capitalismo selvaggio distrugge la vita di 100.000 di persone che muoiono di fame. Nel mondo, ogni secondo, un giovane muore a causa della droga… e le statistiche più “ottimistiche” dicono che ogni quattro secondi una persona cerca la propria morte in un suicidio. Solo in Brasile abbiamo avuto 56.000 omicidi all’anno su una popolazione di 200 milioni di abitanti. Proporzionalmente più delle guerre in Vietnam e in Siria … e noi ci abituiamo a tutto ciò.

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«Andate in tutto il mondo, annunziate il Vangelo ad ogni creatura». (Mc 16,15)

Durante tutto il suo pontificato, Papa Giovanni Paolo II ha visitato il mondo intero, invitando la Chiesa con forza a una “nuova evangelizzazione”: nuova nell’ardore, nei metodi, nelle espressioni e a una nuova evangelizzazione nella potenza dello Spirito Santo, invocando una nuova Pentecoste sull’umanità. Ha trovato come Pontefice, durante i suoi instancabili viaggi apostolici, più di 400 milioni di persone e malgrado le sue cattive condizioni di salute, percorse i chilometri corrispondenti a quattro volte la distanza tra la Terra e la Luna. Per annunciare il Vangelo del Signore e come una scintilla dell’amore divino, ha cercato, fino allo stremo delle forze, di portare al mondo il fuoco dell’amore misericordioso del Cuore di Cristo, che vive oggi e per sempre nella storia del mondo. Non possiamo mai dimenticare che Gesù ci invia e cammina con noi: “Ecco, io sono con voi sempre, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Egli agisce con noi quando proclamiamo il suo Vangelo confermando la Parola attraverso i segni che ci accompagnano (cfr Mc 16,20).

Oggi, come non mai, questo appello urgente del Cuore di Cristo si adatta a noi! Oggi è il nostro turno di ripetere “Guai a me se non evangelizzo!” (1 Cor 9, 16). Spetta alle nostre generazioni evangelizzare questa generazione: “Di generazione in generazione la loro misericordia si estende a coloro che lo temono” (Lc 1,50). Miliardi di uomini e donne desiderano sperimentare la Misericordia del Signore che darà vita alle loro vite e trasformerà la storia. San Paolo, Giovanni Paolo II, Madre Teresa, San Francesco, San Domenico e tutti i santi e martiri che ci hanno preceduto guardano a noi, perché non lasciamo che taccia la voce del Vangelo che ci è stata tramandata e non lasciamo scorrere invano il sangue di Gesù e delle schiere di martiri della storia della Chiesa. Dobbiamo essere consapevoli che Cristo continua ad essere perseguitato nella sua Chiesa. Papa Francesco ci ha ripetutamente ricordato che la Chiesa ha più martiri in questo ultimo secolo che all’inizio del cristianesimo. Ogni cinque minuti un cristiano viene ucciso. Questo non fa notizia per i media, venduti agli interessi di pochi, i quali rivelano gli scandali del clero con la sola intenzione di mettere a tacere la Chiesa e distruggere la sua autorità spirituale. Dobbiamo renderci conto che c’è una vera e propria “dittatura culturale del pensiero dominante”, che mira a distruggere la famiglia, la Chiesa e tutti i valori morali che li sostengono, come disse il Papa emerito Benedetto XVI.

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«Andate in tutto il mondo, annunziate il Vangelo ad ogni creatura». (Mc 16,15)

Il cardinale Caffarra disse che la lotta spirituale tra il bene e il male, che è combattuta sulla base della libertà del cuore umano, ha un riflesso sociale demoniaco e violento. Vide nell’aborto e nell’eutanasia l’attacco contro il Dio creatore, il Signore della vita. Nella “ideologia di genere” vide inoltre l’attacco diretto contro il Dio famiglia, Dio Trinità, che ha creato l’uomo a sua immagine, uomo e donna li creò (cfr Gn 1,27). È l’ora dell’anticristo che vuole impiantare nel mondo l’ “antigenesi” per la distruzione dell’umanità. È ora di svegliarsi! È l’ora dell’audacia e dell’urgenza di una “Nuova Evangelizzazione”. Sappiamo che “l’audacia dei malvagi è dovuta all’omissione dei buoni” (Papa Leone XIII) e soprattutto che “il Signore ha già vinto il mondo”! È la nostra ora e il nostro sì si avvicina al trionfo del Cuore Immacolato di Maria profetizzato a Fatima. Il Signore è con noi! Evangelizziamo senza paura! Evangelizziamo con creatività e audacia. Annunciamo una nuova “Pentecoste della Misericordia” che farà uscire il mondo dal suo torpore e lo infiammerà, restituendogli una nuova giovinezza, come diceva Santa Geltrude.

P. Enrico Porcu

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