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Grazie perché siete venuti
a trovare quelli
che sono sottoterra!

Ogni incontro con il povero è un incontro con Gesù, ma a volte non ce ne rendiamo conto.

Ieri sera ci siamo riuniti con il ‘Gruppo di preghiera in strada’ come ogni mercoledì, a Cagliari in via Roma, per pregare insieme e visitare i fratelli di strada. Abbiamo sentito molto forte nella preghiera il desiderio di portare il vero messaggio di questo Natale, un messaggio di speranza, l’annuncio di quella luce che brilla anche nel buio, nonostante il buio, e che non cessa di risplendere: la presenza di Gesù in mezzo agli uomini, ancor più in quelli che hanno perso familiari, amici, beni materiali, e che si sentono soli. Anche stavolta abbiamo portato la chitarra, perché ad alcuni fratelli di strada piace tanto quando facciamo un canto.

Un piccolo gruppo doveva far visita a un fratello di strada che si chiama Giuseppe. Questa volta non l’abbiamo trovato, ma il Signore agisce sempre in maniera perfetta e stava preparando qualcosa di molto speciale, un regalo di Natale: ci stava aspettando!

Non avendo trovato Giuseppe, siamo andati a far visita a Sol Luna Estrela. Con lui c’era un altro uomo che in quel momento dormiva e che avevamo timore di disturbare nel suo riposo. Allora Sol Luna Estrela ci ha rassicurati e ci ha invitato a sederci lì. Eravamo suoi ospiti!

Dopo aver parlato a lungo è nato il desiderio di pregare intonando un canto finché ad un certo punto l’uomo che stava dormendo si sveglia e comincia a parlare con Sol Luna Estrela. Inizialmente non si è reso conto della nostra presenza e quando ci ha visti è rimasto stupito e ci ha subito salutati, chiedendoci se fossimo missionari. L’uomo avrebbe dovuto recarsi ad un appuntamento fissato in precedenza. Era sicuramente molto felice e sorpreso di vederci, di ricevere una visita, del fatto che ci fosse qualcuno che fa visita a chi è nel bisogno. E ci domanda: “Avete freddo, vero?“. Nessuno ha avuto il coraggio di rispondere. Ma lui ha proseguito dicendo che valeva tanto il fatto che noi fossimo lì, a dedicare il nostro tempo a loro, nonostante avessimo la possibilità di stare in un posto caldo, nelle nostre case. Ci ha detto che sebbene quello non fosse il nostro posto, noi avevamo scelto di stare proprio lì e di portare la speranza, Dio, a chi è sottoterra, a chi non ha niente, a chi è bisognoso e di cui generalmente molti non si curano.

A un certo punto ha notato la chitarra dietro di noi, si è illuminato e ci ha chiesto se potessimo suonare qualcosa.  Abbiamo cantato “Lode al Nome Tuo” e lui si è fortemente emozionato. Ci ha detto quanto fosse importante lodare e benedire e quanto fosse prezioso per lui quel momento. Aveva prestato molta attenzione al testo e ci ha detto cose molto profonde. Alla fine ha voluto disdire il suo appuntamento, perché aveva piacere di stare con noi. Successivamente ci ha raccontato un po’ la sua storia. Si chiama Yosef, è palestinese e Dio è l’unica certezza della sua vita, ciò che più conta per Lui. Ci ha raccontato come ogni giorno lui e Sol Luna Estrela leggono la Bibbia. È qualcosa che non può mancare alle loro giornate. È ciò che dà loro la forza. Lui ha perso la sua famiglia e tutto ciò che aveva, ma non può non benedire il Signore. A un certo punto ci ha detto “Il fiore della vita passa, i soldi passano, le persone passano, passa chi ci è vicino. Non possiamo pensare di avere queste cose. Non importa quello che si ha, non importa la bellezza o la bravura. Ci guardiamo intorno molte volte o ci guardiamo indietro, vediamo il mare, le onde, ma dobbiamo guardare solo Dio. Solo Lui ci dà la forza! Lui è importante! E dobbiamo andare avanti e ringraziare per tutto quello che ci dà.” Dobbiamo tornare all’origine, ci diceva, al senso di unità, all’accorgerci di chi ha bisogno, all’amore disinteressato, senza voler approfittare dell’altro, senza volere il male dell’altro. E mentre gli raccontavamo della nostra comunità a un certo punto ci dice sorridendo: “Comunità. Casa! È proprio questo, si torna sempre all’origine”. Ci ha chiesto di continuare così, che era molto importante quello che stavamo facendo, che questa era la Volontà di Dio e che per lui quel momento era stato molto prezioso.

Noi siamo partiti con l’intento di portare la luce, di scaldare qualche cuore, ma alla fine siamo stati noi a incontrare una luce in una notte fredda e buia, in mezzo alla strada. Abbiamo incontrato Gesù, il Re dei re che nasce, in un fratello bisognoso, che, sentendosi uno che stava sottoterra, ci ha permesso di scavare, di trovare il Vero Tesoro nascosto e ha parlato dritto al cuore di ciascuno di noi. Questo incontro fortissimo ha donato a ciascuno un incoraggiamento e un rinnovato vigore per la propria missione. È stata un’esperienza di Natale del Signore!